Civicamente Samoggia

Valsamoggia ed i Servizi Sociali

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Abbiamo UN grossissimo problema!

Questa mattina un cittadino di valsamoggia mi ha contattato per raccontarmi della delicata situazione in cui versa lui e la sua famiglia.

Una storia, purtroppo, di quelle che senti raccontare sempre più spesso.

Il lavoro perduto, la moglie disoccupata, due bambine piccole da mantenere, affitto da pagare, debiti che cominciano ad accumularsi in maniera vorticosa ed Il sussidio di disoccupazione (abbondantemente sotto i 1000 euro) che non riesce a fare fronte alle esigenze familiari. Il tutto condito da una grandissima rabbia per un lavoro che non si riesce a trovare nemmeno dopo aver fatto domanda in tutte le agenzie interinali del territorio.

Niente lavoro che possa ridarti la dignità, tanta rabbia e disperazione nel cuore.

Mi dice di essere già stato dai servizi sociali ma di non aver trovato aiuto concreto.

Gli credo. Ma voglio toccare con mano e mi reco personalmente dai servizi sopra citati (al sabato mattina dalle 8 alle 10 è aperto lo “Sportello Sociale” ove chiunque può recarsi, senza appuntamento, per parlare con gli assistenti sociali) per capire cosa poter fare per questa famiglia.

Ore 8.50 di mattina.

Arrivo allo sportello, faccio per aprire la porta ma questa è bloccata. Fuori con me altri cittadini che chiedono di poter entrare. Siccome nessuno apre busso con forza chiedendo spiegazioni.

Dall’interno si ode una voce (di qualcuno in attesa) che dice:” ..è chiuso perché siamo in troppi, per cui l’assistente, che alle 10 deve andare via..e quindi visto che eravamo in troppi..se no..non..ormai l’atrio è pieno quindi..”

Alzo la voce incredulo. La porta si apre, mi viene chiesto di cosa ho bisogno. Dietro l’assistente che mi accoglie (senza potermi chiaramente farmi entrare), un sacco di persone. Le spiego che sono un consigliere comunale e che trovo assurdo che nonostante la tabella oraria esposta fuori, non si possa essere ricevuti.

Mi guarda sconsolata e mi spiega che non sa come fare. Che già alle 8 di mattina c’erano oltre 10 persone e che lei di più non può fare in quanto alle 10 deve ripetere lo sportello sociale a Crespellano ed ha chiuso semplicemente perché non può gestire più casi di quelli (infiniti) che già affollano l’androne.

La guardo con profonda stima e col rispetto che si porta ad un valoroso soldato che, in inferiorità numerica e senza possibilità di successo, difende in TRINCEA, le poche e residue speranze per evitare una sconfitta inevitabile.

Non sono stato, chiaramente, ricevuto. Era impossibile.
Dentro, una folla di persone disperate coi problemi più disparati.
Di fronte a loro un’assistente sociale che tenta l’impossibile, con ciò che ha, con ciò che può.

La sensazione che si prova guardando l’operatrice, è quella di chi tenta di fermare il vento con le mani.

Ti assale lo sgomento, lo sconforto. Al tempo stesso ti prende l’indignazione e la voglia di rovesciare il tavolo, di rivoluzionare tutto, la voglia di lottare per non arrendersi a tutto ciò.

Abbiamo l’obbligo di lavorare per modificare questo stato di cose.

Chi va in fila ai servizi sociali sono i settori più fragili della nostra società (tantissimi gli Italiani, tra cui il mio caso), che vengono proiettati in un qualche cosa che, ai miei occhi, è più simile ad un dantesco “girone infernale” che ad altro.

Non abbiamo bisogno di piazze nuove. Ne di narrazioni che dicono “..grazie alla fusione siamo un’isola felice..” negando le criticità ormai sotto gli occhi di tutti.

Serve personale e servono maggiori investimenti in questo delicatissimo settore.

Abbiamo bisogno di servizi che restituiscano dignità agli esseri umani in difficoltà.

Simone Rimondi
Consigliere Comunale

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