VALSAMOGGIA – BILANCIO PREVISONE 2019

Valsamoggia TARI aumentoPillola (amarissima) 3 – TARI più 1,81%

Con la fusione AUMENTA il gettito delle entrate ma le tasse NON calano.

Ringrazio l’amministrazione comunale per aver, “con educazione” (come si vede nel filmato), cercato di interrompere più volte la lettura della mia dichiarazione.

Qui sotto il testo che ho letto (ringrazio tutte le persone che hanno collaborato con me per elaborare i dati):

  1. Bilancio fallimentare – È la prova concreta del fallimento della fusione.A cinque anni dalla nascita della prima amministrazione comunale di Valsamoggia è arrivato il momento di fare un bilancio sulle aspettative e sulle promesse di questa operazione. Ebbene le cifre offrono uno spettacolo deprimente, perché certificano come siano state clamorosamente disattese le parole d’ordine della propaganda fusionista: economie di scala, minori tasse, minori costi, organizzazione del personale ed efficienza.
    Dov’è il promesso beneficio del risparmio del 4% sulle prestazioni dei servizi, del 10% sugli acquisti, del 5% sul personale? L’acquisto di beni e servizi è aumentato del 6,2% rispetto alle previsioni definitive del 2018, mentre la spesa del personale è aumentata del 5%.Dov’è finito il contenimento della spesa corrente? Dove sono finite le economie si scala?
  2. Bilancio elettorale – si prevedono €. 18.852.000 di spese in conto capitale.Si prevede un bocciodromo nel 2020 a Monteveglio per 1.000.000 € (ce n’era davvero bisogno? Forse si, ne possiamo parlare? Vi Proponiamo da ANNI un Centro Diurno a Castello di Serravalle per rispondere alla crescente necessità delle famiglie con anziani, ma NULLA!) ed altre opere che spesso rimbalzano dagli anni passati (e le misure a sostegno del turismo e del commercio dove sono finite?).
    E poi il solito maquillage urbanistico: piazze e ciclabili.Si confida, inoltre, per finanziare in parte le opere pubbliche, nel conseguimento di un imponente gettito da convenzioni urbanistiche (€. 6.624.000), tanto che i revisori evidenziano come “la realizzazione degli interventi sarà possibile a condizione che siano concretamente reperiti” tali proventi.Intanto cresce l’indebitamento pro capite:
    – €. 522 nel 2015,
    – €. 678 nel 2018 e
    – €. 625 previsti per il 2019 (è presto per dire che l’indebitamento si sta abbassando: si ricorda che nel 2018 il bilancio di previsioni stimava in €. 598 l’indebitamento pro capite poi salito a 678, quindi è molto probabile che a fine anno il dato cambi sensibilmente in peggio).
  3. Bilancio sovrappeso – La spesa corrente si è ulteriormente gonfiata: €. 30.834.000 (+ €. 1.044.568, pari al + 3,5% rispetto alle previsioni definitive 2018).La spesa corrente pro capite (€. 999) è superiore a quella di comuni simili per numero di abitanti, come Casalecchio (€. 953) e San Giovanni in Persiceto (€. 725).Ogni anno che passa si assiste ad una lievitazione dei costi: nel 2013 i cinque comuni spendevano (considerata anche la spesa dell’Istituzione dei servizi alla persona) sui 28.000.000 euro, nel 2019 si prevede un aumento di 2,8 milioni.Un vero fallimento, soprattutto se si considera che previsioni di futuro scenario economico di bilancio sviluppate dalla Spisa (e propagandate dalla grancassa del Pd) indicavano un beneficio economico di €. 2680.000.
  4. Bilancio squilibrato – La gestione dei servizi pubblici (asilo nido, pre/post scuola, mense scolastiche, servizi cimiteriali) è squilibrata sul piano della spesa: si è passato da una copertura del 52% nel 2018 al 47,87% del 2019. Ciò è dovuto non tanto alle (leggermente) minori tariffe, quanto alla lievitazione dei costi (mense scolastiche + €. 336.000).

    Manca evidentemente un controllo efficace della spesa.

  5. Bilancio “dis-organico” (sulla spesa del personale) – Aumenta la spesa per il personale dipendente: + 5,1% sulle previsioni 2018.Si è passati (pro capite) da €. 189 del 2014 ad €. 224 del 2019.Si consideri che a Castelfranco la spesa del personale pro capite 2019 è di €. 189, a San Giovanni in Persiceto €. 209.Anche in questo settore sono state disattese le rosee previsioni fatte a suo tempo, secondo le quali il nuovo comune unico avrebbe consentito economie di spesa di circa 1,2 milioni in 10 anni con la riduzione progressiva dell’organico. A quanto pare non è così
  6. Bilancio “vampiresco” – Ancora una volta non calano i tributi: aumenta la Tari (da €. 5.106.00 a €. 5.217.000), l’Imu (da €. 7.160.000 a €. 8.050.000) e l’addizionale Irpef (da €. 3.020.000 a €. 3.245.000).
    Se il maggior numero di residenti e l’ipotizzato aumento dei redditi consente un maggior introito tributario (non dovuto all’aumento delle aliquote), ciò non esclude che manca nell’amministrazione comunale la volontà di ridurre delle imposte.

    I cittadini, alla fine dei conti, si attendono dal Comune unico due risultati:
    – servizi efficienti
    – riduzione delle tasse.

    Non possiamo certo dire che i servizi offerti dal comune siano inadeguati, ma certamente ci si aspettava una scelta coraggiosa sull’alleggerimento delle imposte, con un corrispondente contenimento delle spese. Invece, le tasse sono sempre quelle, mentre le spese – come si è visto – sono aumentate.

  7. Bilancio sanzionatorio – Si prevede il recupero dell’evasione per €. 968.000 (nel 2018 erano 711.000) le entrate da sanzioni del codice della strada per €. 1.525.000: per fare cassa si confida sull’errore altrui e sulla capacità sanzionatoria e recuperatoria del comune (ma fino ad un certo punto, visto che si iscrivono rispettivamente €. 368.000 e €. 548.000 a Fondo Crediti di dubbia esigibilità: come dire, ci spero ma non troppo).
  8. Bilancio e unione dei comuni – Per i servizi associati si spendono oltre €. 700.000 e per la gestione dei servizi sociali affidati dall’Unione dei comuni ad “Insieme” €. 2.437.000. Si tratta di trasferimenti che il Comune sostiene senza alcuna verifica sulla gestione, sui risultati e sugli effettivi benefici economici per il Comune stesso.

Sarebbe bene rimettere in discussione e rinegoziare ogni tanto il nostro impegno finanziario, almeno in termini di efficienza dei servizi.

Fatti non parole; dichiarazione di voto

Unico consigliere che “snocciola” i dati taciuti dall’amministrazione #Valsamoggia