Programma elettorale completo

  • SERVIZI SOCIALI
  • SANITA’
  • SCUOLA
  • CULTURA
  • SPORT
  • I GIOVANI, IL NOSTRO FUTURO
  • MOBILITA’ E VIABILITA’
  • VIVERE BENE E SICURI
  • TUTELA DEL PAESAGGIO E CURA DEL TERRITORIO
  • ECONOMIA DI VALLATA
  • CONTRASTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI
  • ANIMALI D’AFFEZIONE
  • MUZZANO, UN SOGNO

Civicamente Samoggia

DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE

Il nostro territorio presenta caratteristiche di complessità, con una popolazione di oltre 30.000 abitanti, in un territorio esteso per 180 kmq, con 5 municipi e diverse frazioni. A questo territorio il processo di fusione ha assegnato un nome nuovo, Valsamoggia, cui corrisponde un nuovo contenitore.

E’ necessario ora dare un “cuore” al Comune di Valsamoggia, e pensiamo che questo sia possibile solo se riusciremo, insieme ai cittadini, a rianimare i Consigli di Municipio. Per questo, un punto qualificante del programma elettorale delle due liste civiche, è l’impegno a cambiare il regolamento dei municipi per consentire una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita pubblica esercitando un potere di stimolo e proposta su argomenti definiti per competenza rispetto al Consiglio Comunale, con l’opportunità di esprimere direttamente le opinioni nel contesto di uno spazio pubblico. La nuova modalità di intendere i Consigli di Municipio prevederà anche l’attribuzione di una quota del bilancio comunale per progetti legati al territorio del singolo Municipio su materie da definirsi (es. per iniziative culturali distintive di quel municipio, per progetti rivolti ai giovani, per la valorizzazione di particolari ambienti ecc.).

Mantenendo la possibilità per i cittadini di incontrare i consiglieri di Municipio per singole richieste personali, a questa opportunità si aggiungerà lo spazio del Consiglio in cui sentirsi parte di una comunità di “intelligenza collettiva” per costruire cambiamenti in modo condiviso.

Vogliamo riattivare forze e saperi che sono ora fuori dalle istituzioni e che potrebbero riavvicinarsi ad esse. Inoltre, i Consigli di Municipio potranno avere diritto di veto rispetto a scelte e materie da definirsi, di specifica pertinenza del territorio municipale.

Il Consiglio Comunale dovrà considerare i Consigli di Municipio come “luoghi” importanti da cui ricavare saperi utili per il buon governo del territorio. Pensiamo che attraverso la vita dei Municipi si possa restituire al grande Comune di Valsamoggia parte di quell’identità che è andata dispersa con il processo di fusione e che molti cittadini lamentano, insieme ad una forma di trascuratezza e sciatteria in cui paiono abbandonate le frazioni.

Altre forme di partecipazione, non legate al funzionamento dei Consigli di Municipio, verranno riviste all’interno dello Statuto comunale. Si potrà avviare un procedimento di “bilancio partecipato”, nei capitoli per i quali non sussistano vincoli normativi, con la partecipazione reale e concreta dei cittadini alle scelte di spesa. Anche su argomenti di interesse generale e rilevante, i cittadini potranno avviare ulteriori processi partecipativi in Consiglio Comunale, come il Consiglio Comunale aperto agli interventi del pubblico.

La fusione doveva determinare meno spesa corrente e meno imposte a carico dei cittadini: noi vogliamo realizzare questo obbiettivo.

SERVIZI SOCIALI

La totalità dei servizi sociali (minori, disagio degli adulti, disabili, anziani) è in gestione sovra comunale per una convenzione sottoscritta dall’Unione dei Comuni con ASC Insieme (Azienda Servizi per la Cittadinanza) di Casalecchio di Reno.
I comuni delegano a fronte di un notevole impegno economico. Sarà necessario verificare il funzionamento della struttura, la qualità e l’efficienza dei servizi offerti. Di fatto la delega, prima all’Unione dei Comuni e poi ad ASC Insieme, non permette il monitoraggio e la rilevazione, da parte del Comune, sia dei bisogni meno appariscenti, come l’isolamento ed il ritiro sociale (per rimuoverne le cause) sia per verificare se quanto offerto risponde effettivamente alla richiesta di welfare del territorio.
Sarà nostro impegno consolidare la forza con cui il Comune potrà esercitare il proprio ruolo di indirizzo (come previsto dalla convenzione stessa) sull’operato dell’Ente delegato e farsi promotore di nuove istanze e modelli di aiuto alla persona.

Per noi dunque sarà prioritario:

  • Praticare l’ascolto dei cittadini che usufruiscono dei servizi promuovendo forme di partecipazione e controllo.
  • Fare in modo che le scelte non siano decise dall’alto e subite dal basso, ma valutate, e condivise con le singole Amministrazioni e da forme di partecipazione dei cittadini e delle Associazioni che si occupano di cura ed assistenza.
  • Riportare i cittadini e i loro bisogni al centro dell’attenzione: la delega esterna ha inciso sulla qualità dei servizi, allontanando assistenti ed assistiti, trasformando il servizio sociale territoriale in un’erogatore di prestazioni.

Nello specifico intendiamo:

  • Estendere il servizio di centro diurno per anziani, già presente a Crespellano, in zona collinare (Castello di Serravalle) con la realizzazione di una nuova sede.
  • Riqualificare i luoghi di “ricevimento” degli assistenti sociali negli sportelli sul territorio garantendo l’accesso a tutti con il superamento delle barriere architettoniche e una migliore garanzia di riservatezza; la stessa attenzione che dovrà essere attuata anche negli sportelli polifunzionali presso i Municipi.
  • Valutare l’eventualità di riportare a gestione pubblica la Casa Protetta di Crespellano.
  • Promuovere il “welfare collaborativo”, di azioni cioè che fanno dell’aiuto tra pari, dello scambio e della reciprocità il loro perno (es. aiuto tra famiglie, in forme alla pari o
    facilitate, esperienze di coabitazione e condivisione di servizi …ecc.).

SANITA

Il Sindaco è la massima autorità sanitaria locale. Oltre a poter emanare ordinanze contingibili e urgenti può e deve interagire con gli interlocutori sanitari, l’AUSL, il Distretto socio sanitario, la Conferenza Territoriale Sociale Sanitaria.
Ricordando che la salute è un diritto per tutti i cittadini, che una percentuale sempre crescente di persone rinuncia a curarsi a causa dei costi da sostenere, dei percorsi non sempre chiari di accesso ai servizi, della necessità di spostarsi per raggiungere gli ambulatori, vogliamo ribadire il nostro impegno ad essere un interlocutore attento in materia di sanità e in contatto con i bisogni dei cittadini.

Sosteniamo la necessità che venga qualificato il servizio sanitario pubblico, che non avvengano dismissioni di servizi, che vi sia un’informazione corretta ai cittadini sui servizi territoriali ed ospedalieri presenti sul territorio.
Vogliamo verificarne i percorsi di accesso, per valutarne l’equità e l’effettiva possibilità, per chi ne ha bisogno, di trovare risposte adeguate. Pensiamo a tutta l’area dei Servizi Territoriali, cioè Neuropsichiatria Infantile, Salute Mentale,
Dipendenze Patologiche, Consultorio.

E, a proposito di quest’ultimo vogliamo sottolineare la necessità che venga ripristinata l’applicazione della L. 194 /78, da tempo non garantita presso gli ambulatori dell’Ospedale di Bazzano.

Per quanto riguarda l’Ospedale G. Dossetti vogliamo inoltre impegnarci affinché siano offerti i seguenti servizi:

  • Day service oncologico e servizio di assistenza psicologica per i malati oncologici
  • Auto medica disponibile sulle 24 ore
  • Potenziamento della guardia medica e della radiologia

Le Case della Salute sono previste da norme regionali e realizzate, nei diversi territori, con modalità sulle quali incidono le politiche socio-sanitarie locali e le risorse a disposizione.

Vogliamo avere una parte attiva nella costruzione di un modello di funzionamento che preveda un’effettiva integrazione delle prestazioni sociali e sanitarie (Medici di Medicina Generale, infermieri, riabilitatori, psicologi, assistenti sociali,…) e un’articolazione di prestazioni che possano diminuire il ricorso improprio al Pronto Soccorso.

Inoltre ricordiamo la possibilità che la nuova organizzazione offra progetti di promozione della salute, di prevenzione dei rischi, di attenzione agli stili di vita, così da aiutare i cittadini nei percorsi di scelta responsabile e di tutela della propria salute. Per quanto attiene alla possibile presenza di una Farmacia Comunale in Valsamoggia, assumiamo l’impegno di verificarne la fattibilità e i costi in rapporto ai benefici.

SCUOLA

La comunità del futuro passa dall’istruzione e dalla cultura per i bambini, per i giovani, per gli adulti e per gli anziani.
Per questo sarà un nostro impegno garantire una offerta formativa omogenea per tutto il territorio dialogando con gli Istituti ivi presenti, per dare pari opportunità formative da Vedegheto a Ponte Samoggia e per garantire a tutti parità di accesso al diritto allo studio nel rispetto dei principi della nostra Costituzione.

Sarà nostra cura valorizzare la sinergia tra educazione scolastica ed educazione motoria, costruire percorsi di educazione civica con lo studio della Costituzione, progetti di educazione stradale, progetti che favoriscano l’integrazione, la sostenibilità ambientale, il rispetto degli animali e la salute, il potenziamento del servizio di Pedibus.

Vogliamo riaffermare il valore della formazione permanente, utile anche per affrontare il problema della dispersione scolastica.

Presteremo particolare attenzione verso:

  • una seria programmazione di interventi di manutenzione e di messa a norma degli edifici scolastici;
  • la creazione di servizi differenziati per la fascia 0-3 anni (flessibilità dell’orario all’asilo nido, forme alternative di servizio), per garantire ai genitori pari opportunità di accesso al mondo del lavoro;
  • un’analisi trasparente dei costi e delle rette dei servizi scolastici tenendo fede al principio della progressività;
  • la ricerca di soluzioni, in collaborazione con gli Enti preposti, per garantire adeguate opportunità di accesso alla Scuola Secondaria Superiore per gli studenti di Valsamoggia, oppure per la realizzazione di un nuovo polo Scolastico Superiore sul nostro territorio, consapevoli della collocazione del nostro Comune nella rete scolastica a cavallo tra Modena e Bologna;
  • Il supporto alle carenze statali nelle scuole dell’obbligo, ascoltando le iniziative e le richieste degli Istituti comprensivi e delle famiglie (ad es. per attività di sostegno e per l’alfabetizzazione dei cittadini stranieri).

CULTURA

Pensiamo che promuovere cultura in un territorio voglia dire sostenere processi di cambiamento, di ricostruzione di identità, di recupero della storia, di rilancio della possibilità di incontrare mondi e linguaggi differenti.

Per questo l’attenzione alla dimensione culturale del nostro vivere sarà trasversale ai diversi temi affrontati.
Pensiamo che la cultura non coincida con la fruizione di spettacoli ed eventi culturali in senso stretto, ma richiami anche la possibilità di essere protagonisti, di creare insieme, di ritornare nella socialità condivisa delle nostre piazze.

Possiamo renderle belle e colorate di persone che si ritrovano, che si riconoscono, che si divertono insieme, possiamo illuminare le nostre strade di presenze, per desiderare di uscire di casa e incontrare altri. Le Associazioni culturali che sono presenti in Valsamoggia ne costituiscono un patrimonio da preservare e da ascoltare per un arricchimento della proposta culturale a disposizione di tutti secondo le inclinazioni, le passioni, le età.

In ogni Municipio sono presenti biblioteche comunali che consideriamo un bene da rilanciare. Pensiamo a queste come luoghi di lettura, con sale studio a disposizione, ma anche come una sorta di “piazza coperta” dove ritrovarsi per iniziative diverse in cui ricevere e dare contributi di pensiero, di saperi, di curiosità e sperimentazione, anche di informazione sulle proposte del territorio, una specie di sportello culturale a disposizione.

La nostra sfida è lavorare insieme per fare di Valsamoggia un luogo dove è bello vivere, dove la ricchezza del paesaggio si sposa con la ricchezza delle relazioni tra persone, con la vivacità culturale, il rispetto tra culture differenti, l’ascolto reciproco in una cornice di pace e mediazione dei conflitti sociali.

SPORT

Vogliamo sottolineare la stretta connessione che esiste tra conoscenza, sport e salute.
Questo significa che da ogni euro speso per attività fisiche, attività culturali e attività formative deriva un beneficio per la crescita e il benessere dell’intera comunità.

Ci attiveremo per realizzare una gestione unica delle strutture sportive e dei sei centri sportivi del Comune di Valsamoggia. La gestione di un bene comune, come quello dell’impiantistica sportiva, necessita di un cambiamento per rilanciare questa attività per tutti, per migliorare e qualificare il servizio offerto, per ottimizzare l’uso delle strutture esistenti, compiendo un’azione di contenimento dei costi.

Richiamando le connessioni tra sport, associazionismo e scuola sosterremo un progetto congiunto di attività delle Polisportive (della Polisportiva Unica di Valsamoggia) nelle scuole del territorio, con l’obiettivo di aiutare la crescita psico-motoria del bambino, rispettandone le esigenze e le attitudini individuali, di accompagnare la crescita naturale dei ragazzi, di aumentare in loro la propria autostima attraverso il gioco e lo sviluppo dei movimenti.

Il “servizio pubblico” sport, nella sua accezione più educativa e sociale, deve comprendere progetti inclusivi di educazione motoria per tutte le fasce di età e per tutte le condizioni fisiche.

Sarà necessario avviare un piano straordinario per la manutenzione e messa a norma degli impianti sportivi.

I GIOVANI, IL NOSTRO FUTURO

Vogliamo favorire la loro partecipazione attiva, ascoltandone le esigenze e le proposte, anche attraverso il funzionamento dei riformati Consigli di Municipio.

In quella sede potranno essere istituiti bandi con contributi comunali, rivolti a gruppi di giovani che si aggregano per realizzare iniziative da loro stessi individuate.

In Valsamoggia c’è bisogno di più eventi di richiamo per la popolazione giovanile, che ora migra verso territori limitrofi (Vignola o Bologna), visto anche la chiusura serale di quasi tutti i punti di ritrovo sul territorio. Potrebbero essere realizzate forme di incentivazione per esercenti che volessero sperimentare aperture per eventi in orari serali/notturni, nel rispetto delle fasce di riposo dei residenti.

In generale, per favorire la fruizione di spettacoli o il raggiungimento di luoghi di incontro, è necessario mettere a disposizione trasporti serali o notturni tra i municipi con navette a chiamata.

Pensiamo anche a promuovere eventi per giovani minori di età, con attenzione a locali senza offerta di alcolici e senza giochi d’azzardo.

Le giovani famiglie con bambini piccoli potrebbero essere supportate da un Centro per le Famiglie che diventerebbe un crocevia di esperienze di benessere e condivisione, un’ opportunità per affrontare momenti di disagio, solitudine o difficoltà familiari.

MOBILITA‘ E VIABILITA

Il territorio di Valsamoggia risulta essere estremamente complesso, date le sue caratteristiche morfologiche eterogenee. Le aree collinari e montuose si vedono tagliate fuori dalle vie di comunicazione principali, e senza un mezzo privato risulta quindi estremamente difficile potersi muovere. Le zone di pianura invece risultano sempre più intasate e soffocate dal traffico automobilistico. I mezzi pubblici sono presenti ma non gestiti accuratamente. Il trasporto ferroviario si dimostra spesso carente, mentre gli autobus devono sottostare ai problemi delle vetture private, costretti a ritardi per colpa di incidenti e ingorghi.

Certamente l’apertura della nuova Bazzanese, che taglia fuori i centri paese di Crespellano e Bazzano, ridistribuirà il flusso automobilistico ed il sistema viario potrà godere di alcuni benefici, primo fra tutti un minor tempo di percorrenza sull’asse Bologna-Vignola. Nessuno nega che il nuovo stradone contribuirà a ridurre nei centri abitati l’inquinamento dei mezzi a combustione, però in questo modo viene solo spostato il problema di alcune centinaia di metri.

Occorre inoltre tenere a mente che l’apertura di nuove infrastrutture potrà causare nel lungo periodo un aumento dei mezzi in circolazione. Le persone che prima preferivano utilizzare il mezzo pubblico anziché quello privato, ora si troveranno incoraggiate a scegliere il secondo.

Nel lungo periodo quindi l’apertura della nuova Bazzanese è probabile che porterà ad un aumento dei veicoli in circolazione.

In un’ottica di governo del territorio, non si può prescindere dal confrontarsi con le tematiche ambientali. Viviamo in una delle aree più inquinate d’Europa, ed anche un comune di modeste dimensioni come quello di Valsamoggia può contribuire positivamente alla lotta contro l’inquinamento e le emissioni di CO2.

Occorre una strategia seria a lungo termine, che possa certamente prevedere anche nuove infrastrutture, ma che parallelamente incentivi l’utilizzo di mezzi pubblici, veicoli a zero emissioni e la mobilità dolce (mobilità pedonale e ciclabile). Sono necessarie misure che prevedano un cambiamento delle nostre abitudine quotidiane, strategie da attuare in diversi anni che consentano ai cittadini di potersi adattare al cambiamento, ma che siano volte ad un uso più
consapevole e sostenibile del territorio su cui viviamo.

Il tracciato della vecchia Bazzanese, ora che è stata aperta la nuova, potrebbe diventare realmente un percorso veloce e conveniente per i mezzi pubblici e la mobilità dolce. Occorre rendere quest’importante asse di collegamento facilmente accessibile da tutte le municipalità, potenziando il trasporto pubblico rurale e migliorando i nodi di interscambio, fornendo ai cittadini luoghi sicuri dove poter lasciare il proprio mezzo privato per poter accedere con semplicità ai mezzi pubblici.

Una strategia che preveda un piano a lungo termine per incentivare la mobilità sostenibile ed i mezzi pubblici dovrà necessariamente dialogare con i territori confinanti alla Valsamoggia, per trovare soluzioni comuni e per allacciarsi a reti ed infrastrutture esistenti.

Le nostre linee guida sulla mobilità:

  • treno: il nostro territorio ha la fortuna di avere due infrastrutture ferroviarie: la Bologna-Vignola e la Bologna-Milano con relative stazioni; dobbiamo intervenire su tempi di percorrenza, frequenza delle corse, raggiungibilità ed interscambio con gli altri sistemi di mobilità;
  • bus di collegamento delle varie zone del territorio, anche utilizzando servizi ad hoc, come il bus “a chiamata” e navette per le frazioni e i Municipi più distanti e per i servizi essenziali (scuola, ospedale, stazione ferroviaria, mercato, centro sociale);
  • un piano della mobilità ciclabile per dotare il nostro territorio di una rete estesa e sicura di piste ciclo-pedonali; portare a termine gli interventi non conclusi dalle passate Amministrazioni ed evitare di realizzare interventi inutili, poco sicuri e non collegati fra di loro. Dopo aver verificato la presenza e il grado di soddisfazione dei servizi esistenti, ci concentreremo sul miglioramento degli stessi e, ove necessario, istituiremo nuove offerte a disposizione della cittadinanza.

Ci proponiamo di:

  • concordare con Tper l’istituzione di una fermata delle corriere, da e per Bologna (es. 94 e 671), in prossimità dell’ospedale G.Dossetti di Bazzano; prevedere collegamenti con mezzo pubblico dalle municipalità alle stazioni ferroviarie sulle linee Bologna-Vignola (Bazzano, Muffa e Crespellano) e Bologna-Milano (Ponte Samoggia);
  • pubblicizzare la presenza della stazione di Ponte Samoggia;
  • incentivare collegamenti casa-lavoro collettivi o in bicicletta attraverso accordi con le imprese;
  • riqualificare l’intero trasporto pubblico sviluppando l’intermodalità: bici – bus – treno;
  • riorganizzare lo spazio pubblico assegnando spazi e risorse a pedoni e ciclisti (depositi per bici, marciapiedi, segnaletica, attraversamenti stradali sicuri e percorsi protetti);
  • prevedere parcheggi per bici e adeguamento delle fermate dei bus facendo coincidere le fermate nelle due direzioni;
  • installare telecamere di sicurezza e adeguata illuminazione in corrispondenza delle fermate in zone non abitate;
  • verificare la presenza di una corretta illuminazione in zone frequentate e/o abitate (es. zona edifici Beghelli che ospitano profughi);
  • verificare la correttezza e la presenza della segnaletica orizzontale nelle strade più esterne a rischio (soprattutto righe di delimitazione della corsia sulle strade di campagna e di montagna);
  • verificare la presenza o meno dei marciapiedi e predisporli dove necessari e mancanti;
  • verificare l’utilità delle lineee già in essere; istituire i bus a chiamata; prevedere mezzi di collegamento tra le frazioni e incrementare le corse di collegamento con le direttrici principali;
  • verificare la possibilità di istituire un servizio proprio con l’uso di “borse lavoro”; istituire un servizio tipo Bla Bla Car coordinando domanda e offerta di cittadini che offrono e chiedono un passaggio (oltre all’uso di app appositamente create, dare la possibilità alle persone non social di prenotare un passaggio con il telefono).

VIVERE BENE E SICURI

La sicurezza sta nel rispetto delle regole della convivenza civile e nel miglioramento della coesione sociale. Il controllo e il pronto intervento sono strumenti da sostenere e perseguire, ma non sono sufficienti ad affrontare in modo efficace il problema. È necessario innanzitutto prevenire.

Il contrasto all’illegalità deve essere un pensiero fisso che accompagna qualsiasi azione di governo. Un’amministrazione vigile, responsabile e rigorosa può ostacolare i poteri e le presenze criminali attraverso una mobilitazione delle coscienze, un’attenta e trasparente assegnazione delle posizioni di controllo e un effettivo rispetto delle regole.

Alla luce di queste considerazioni descriviamo i seguenti punti programmatici:

  • attuare un vero e proprio bilancio sulla sicurezza, con momenti stabili di confronto e ausilio tra Forze dell’ordine e Amministrazione comunale che veda partecipi anche il mondo dell’associazionismo locale, tenendo conto di come i cittadini percepiscono il livello di pubblica sicurezza;
  • istituire il “Vigile di municipio”, punto di riferimento per i cittadini degli ex comuni di origine, per intercettare richieste, necessità e segnalazioni da parte di residenti e non; riteniamo che il corpo di polizia municipale debba operare con le sue unità prevalentemente sul territorio, delegando quanto possibile i ruoli amministrativi ad altri Uffici del Comune;
  • aumentare l’organico di Polizia Locale; adeguarlo fino a soddisfare i livelli minimi previsti dalle disposizioni regionali; Il Corpo di Polizia Municipale dovrà essere percepito dai cittadini non come mero esecutore della legge, ma come chi genera sollievo e tranquillità sociale, con il quale collaborare per il decoro e la sicurezza del Comune, al fine di poter anticipare e prevenire le difficoltà; in buona sostanza, un pattugliamento sul territorio deve perseguire il risultato di essere conosciuti e riconosciuti, diventare cioè un punto di riferimento;
  • mappare, riparare, manutenere e, ove possibile, ampliare l’installazione di punti di osservazione con telecamere per monitorare il patrimonio pubblico e le vie principali d’accesso al territorio; installare telecamere mobili che ogni mese verranno spostate in punti sempre diversi del territorio comunale;
  • telecamere H24: dati ufficiali della Prefettura chiariscono che ad Anzola dell’Emilia, nel 2018, grazie all’uso esteso di telecamere H24, i reati sono diminuiti del 20%;
  • costruire insieme alla Polizia Locale, un piano di Sicurezza Stradale, mappando e censendo le aree più problematiche del territorio per quanto concerne i reati, gli incidenti e le manutenzioni carenti con il fine di prevenire i disagi degli utenti delle strade, quali pedoni, biciclette, moto ed autovetture;
  • lavorare, nel limite delle proprie competenze, per assicurare che i presidi delle Forze dell’ordine presenti sul territorio rimangano operativi e non subiscano razionalizzazioni di strutture e personale; a tal proposito la nuova Amministrazione si attiverà per chiedere alla Prefettura la possibilità di estendere l’orario di operatività delle caserme anche in fascia serale/notturna, o meglio, stabilire una turnazione delle 4 Caserme sul territorio di Valsamoggia per cui almeno una abbia un orario operativo prolungato rispetto alle altre; ci attiveremo inoltre affinché si valuti, mediante gli opportuni passaggi istituzionali, la concreta possibilità di istituire nel territorio comunale un Commissariato di polizia, oltreché una complessiva implementazione delle forze dell’ordine operanti sul territorio;
  • chat di vicinato qualificate, collegate ad Associazioni di Polizia: qualificate nel senso che i partecipanti devono essere formati sul punto. Il gruppo deve avere lo scopo di creare una rete tra i cittadini al fine di rendere partecipi i residenti e informate le forze dell’ordine, di qualsiasi movimento sospetto di persone e/o mezzi sul territorio comunale; in sostanza, si vuol dare consapevolezza di eventi che possono creare situazioni di preallarme, in particolare nelle ore notturne; questo esperimento, già adottato in molti Comuni (vedi I LEMURI a Casalecchio di Reno), sta ottenendo ottimi risultati, con un calo sensibile di episodi di micro criminalità;
  • collegare i punti sensibili (Scuole, Istituti, Municipi..) con le agenzie di sicurezza; le politiche per la sicurezza non sono fatte solo di presidi delle forze dell’ordine, proprio per questo, bisogna spronare azioni in tema di sostegno per la videosorveglianza, di contrasto al degrado urbano e politiche di sensibilizzazione alla legalità;
  • realizzare una politica di inclusione rivolta alle fasce più emarginate e socialmente deboli (situazioni di disagio, immigrazione e povertà); è un dato evidente che chi si sente “incluso” e si sente parte di un gruppo sociale, più facilmente segue le regole della vita civile;
  • essere accoglienti e tolleranti per natura senza fare alcuna discriminazioni di sorta, ma facendo rimanere l’ordine pubblico e la correttezza nel rapporto tra persone un caposaldo;
  • affrontare il tema della mancanza di coesione sociale, ovvero del senso di appartenenza al proprio territorio; oltre alla fattiva collaborazione con le nostre Forze dell’ordine, sono necessarie altre azioni come la riqualificazione degli spazi pubblici (strade, piazze, giardini) e la rinascita di luoghi in cui si ricostruisca una coesione sociale che porti al controllo informale da parte di tutti i cittadini, stimolando la pratica quotidiana del senso civico di paese; per riqualificazione non si può semplicemente intendere l’abbellimento delle piazze ad esempio, ma bisogna fare in modo che tali luoghi non rimangano deserti illuminati perché più una città vive, meno spazio c’è per chi ha intenzione di commettere reati, poiché la presenza delle persone agisce come deterrente;
  • promuovere una rete competente tra i cittadini affinché le donne e i minori vittime di violenza possano essere indirizzati ai punti di accoglienza e protezione presenti sul territorio; agire con azioni culturali di prevenzione in collaborazione con le Scuole e le Associazioni del territorio (ad esempio Casa delle Donne, www.casadonne.it);
  • considerare la pace non un elemento secondario rispetto ad altri, ma come il “sale” del nostro vivere quotidiano; a scuola, in famiglia, al lavoro, nella società pace significa mettere in campo tutte quelle risorse possibili per gestire in maniera non violenta i conflitti, garantendo un ascolto reciproco, includendo i più deboli e promuovendo sviluppo sociale.

TUTELA DEL PAESAGGIO E CURA DEL TERRITORIO

Per Valsamoggia occorrono politiche territoriali che rimettano al centro il valore del paesaggio e dell’ambiente naturale come ricchezza economica e sociale. Un ambiente bello e salubre favorisce la qualità della vita per chi vi abita, offre opportunità di lavoro ed è motivo di attrazione per chi lo visita.

Ci proponiamo di:

  • preservare il paesaggio naturale, vero potenziale economico della nostra vallata, fermando la cementificazione ed il consumo indiscriminato di suolo, mentre l’edilizia potrà lavorare sul recupero del patrimonio esistente e dei centri storici, innovando verso il risparmio energetico, le energie rinnovabili, la bioedilizia, le case clima, etc;
  • tutelare la salubrità dell’ambiente, la montagna e le aree protette, vietando attività inquinanti, elaborando strategie di sviluppo per queste aree che consentano alle persone che qui vivono di lavorare e rimanere sul territorio e tutelarne così le bellezze, incentivando una agricoltura rispettosa della natura che utilizza metodi di coltivazione
    biologica e biodinamica;
  • curare il territorio, con il monitoraggio e la manutenzione continua ed organizzata del patrimonio pubblico (edifici, strade, impianti, attrezzature, verde pubblico, etc.); per quanto riguarda la viabilità, in un territorio con 300 km di strade comunali, circa 90 km di strade provinciali e altrettanti di strade vicinali, occorre potenziare un servizio specifico di manutenzione strade, che possa intervenire tempestivamente ed evitare il rifacimento di interi tratti di manto stradale; in particolare in montagna, va sistemata la segnaletica orizzontale per la sicurezza della circolazione e il monitoraggio delle strade potrà anche coadiuvare l’attività di prevenzione dei rischi da dissesto idrogeologico;
  • migliorare la gestione dei rifiuti, attivando politiche che ne favoriscano la riduzione e quindi i costi per il cittadino; occorre poi rivedere l’attuale gestione del porta a porta, spesso disagevole, e gli orari di raccolta che avvengono sovente in tarda mattinata e compromettono il decoro urbano; è necessario fornire ai cittadini la possibilità di
    contribuire al reale recupero delle materie prime (plastica, carta, metalli, etc.), con un riconoscimento economico in bolletta; per ragioni ambientali e di decoro è indispensabile contrastare l’abbandono di rifiuti ed attivare una frequente pulizia delle strade e dei fossi, di tutte le aree pubbliche e dei percorsi pedonali e ciclabili;
  • recuperare i centri storici, creando le condizioni per il loro ripopolamento e rifrequentazione, al fine di favorire le relazioni sociali, l’economia locale e l’ospitalità; occorre incentivare il recupero edilizio di borghi abbandonati, edifici dismessi, pericolanti, antiestetici ed indecorosi;
  • limitare l’urbanistica al riutilizzo di terreni già artificializzati, incentivando il recupero di edifici esistenti; vietare nuove costruzioni impattanti sul paesaggio, in particolare nel territorio collinare e montano; vietare nuovi insediamenti industriali ambientalmente impattanti (ad esempio con emissioni nocive, a rischio d’incidente rilevante, etc) o in contrasto con la forte impostazione di salvaguardia dell’ambiente che si vuole dare a Valsamoggia; incentivare il recupero di stabili agricoli in disuso che potrebbero trovare un nuovo utilizzo in ambito agricolo;
    • ridurre l’inquinamento ambientale, mediante ordinanze e azioni, come già fatto da altri comuni italiani, con l’obiettivo di migliorare il benessere di tutti:
    • ordinanza “Plastic-free”: anticipare l’entrata in vigore (2021) degli obblighi europei sulla lotta alluso della plastica usa e getta, vietandone la diffusione sul proprio territorio; questo avrà immediati benefici sul decoro urbano e sulla dispersione di plastiche in ambiente, nonché comporterà una riduzione del costo di smaltimento rifiuti per tutti i cittadini e per gli esercizi pubblici;
    • ordinanza “Glifosato-free”, per vietare l’utilizzo del glifosato, uno degli erbicidi più diffusi in Italia, largamente utilizzato in agricoltura e non solo, riconosciuto dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro come probabile cancerogeno, i cui residui arrivano sino agli alimenti; la comunità europea ha derogato al 2022 il divieto d’utilizzo del glifosato ma alcune regioni ne hanno ridotto progressivamente il consumo, mentre alcuni Comuni ne hanno già vietato l’utilizzo su tutto il territorio comunale, aree pubbliche e private, agricole ed extra agricole, così da tutelare la salute e l’igiene pubblica, le falde acquifere ed il suolo; il glifosato è già vietato dal disciplinare dell’agricoltura biologica.

ECONOMIA DI VALLATA

Per Valsamoggia e i suoi abitanti siamo giunti a un bivio: dobbiamo scegliere se continuare a distruggere il paesaggio e l’ambiente in quanto “area sacrificale” all’espansione della Città metropolitana, oppure invertire la direzione e spingere verso le vocazioni naturali di questa vallata come l’agricoltura, le sue bellezze naturali, il turismo, il commercio e l’artigianato di qualità. Vogliamo realizzare questo cambiamento.

Ci proponiamo di:

  • favorire le vocazioni economiche della nostra valle, come l’agricoltura e le produzioni alimentari, il turismo, il commercio, l’artigianato e le piccole imprese locali, rivedendo i regolamenti e la fiscalità locale;
  • creare una mensa scolastica comunale per favorire la produzione ed il consumo di prodotti alimentari di qualità e di vallata, per accorciare la filiera produttore-consumatore e rilanciare l’economia agroalimentare del territorio;
  • sostenere le piccole attività commerciali e artigianali in tutte le frazioni, riducendo la fiscalità locale; in particolare sostenere le botteghe storiche e identitarie e gli esercizi che offrono un servizio pubblico serale, poiché rappresentano un presidio per evitare lo spopolamento e favoriscono la rifrequentazione dei centri storici, le relazioni sociali, il
    turismo;
  • promuovere il territorio, valorizzando le bellezze paesaggistiche, i prodotti agroalimentari di qualità e le ricchezze storiche, costruendo una integrazione tra agricoltura, turismo e ambiente; pensiamo a fare rete con gli alberghi, gli agriturismo, i B&B, i produttori e i commercianti dei prodotti locali, i centri museali e culturali, l’equitazione, la mountain bike, le strutture sportive; occorre anche promuovere la visita guidata al territorio, a gli eventi, le sagre, i percorsi eno-gastronomici, culturali e sportivi.

CONTRASTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Pensiamo che anche un comune come Valsamoggia possa e debba fare la sua parte nel contrastare gli emergenti e repentini mutamenti climatici. Anche perchè i dati sono incontrovertibili: le mutazioni climatiche tenderanno a modificare l’ambiente circostante e a condizionare l’economia locale.

Ci proponiamo di:

  • ridurre la CO2, promuovendo rimboschimenti in pianura e cura dei boschi in collina e montagna, incentivando l’uso di veicoli a zero emissioni e promuovendo il trasporto collettivo e la mobilità dolce;
  • mitigare la desertificazione ed il dissesto idrogeologico, promuovendo la rigenerazione della frazione organica del suolo (humus) mediante tecniche di agricoltura organica e rigenerativa;
  • proteggere le riserve acquifere, promuovendo la riduzione degli sprechi di acque sotterranee, tecniche di ricarica delle falde e di tutela dei pozzi idrici, il recupero delle acque piovane;
  • risparmiare energia e produrla da fonti rinnovabili, promuovendo la riduzione del consumo energetico di edifici ed aziende e incentivando la generazione da fonti rinnovabili come il fotovoltaico;
  • proteggere l’agricoltura, individuando “aree pilota” per la sperimentazione di metodi di coltivazione e di colture resistenti e adattabili alle mutazioni climatiche, in collaborazione con Istituti di ricerca ed Università.

ANIMALI D’AFFEZIONE

Vogliamo tutelare gli animali d’affezione, veri compagni di vita delle persone, mediante l’ammodernamento e la manutenzione dei canili e gattili presenti sul territorio.

Vogliamo promuovere le adozioni di animali, la creazione di aree pubbliche di sgambamento per i cani, il sostegno alla profilassi veterinaria.

PER ULTIMO MA NON ULTIMO UN SOGNO: MUZZANO

Valsamoggia ha un’isola: tra Monteveglio, Crespellano e Bazzano l’area di Muzzano – ex militare – è un’isola di proprietà comunale di oltre 90 mila metri quadrati con edifici ancora utilizzabili, un bosco, una viabilità interna e un laghetto.

Vogliamo impegnarci affinché tale isola mantenga l’uso pubblico, non venga consumato ulteriore suolo vergine e lo spazio torni a disposizione di tutti i cittadini: aree verdi, capannoni e aree coperte rigenerati destinati a cultura, arte, sociale, musica, sport, economia locale ed attività sempre diverse e in stretta relazione con il territorio e i suoi abitanti.

Perché saranno gli abitanti e le molte realtà appartenenti alla società civile a decidere assieme all’amministrazione come utilizzare l’area.

Un’occasione unica per ricucire questo nostro territorio; un libro bianco, anzi verde, su cui scrivere il nostro futuro.

Muzzano: l’isola che c’è!