Ambiente e territorio

Il microbirrificio Fermenti Sociali

Una chiaccherata con Giulia e Simone, imprenditori agricoli dell’alta Valsamoggia.

Sabato 21 dicembre ci hanno accolto Giulia e Simone nella loro casa calda e accogliente, con i piccoli Lea ed Ernesto a mostrarci fieri il loro fantastico presepe, un vero capolavoro pop, in cui personaggi lego e playmobil si fondevano con i più tradizionali pastori e re magi…

Colpisce subito il contesto in cui vivono: un vecchio borgo, Castello di Samoggia, che hanno strappato all’incuria e all’abbandono, che lentamente stanno recuperando e a cui stanno dando un’anima, dal momento che assieme a loro abitano altri giovani famiglie, che hanno fatto dell’aiuto reciproco e della condivisione di spazi la loro cifra abitativa. Stiamo quindi parlando di un #cohousing spontaneo, di fatto.

Simone e Giulia, laurea in agraria, arrivano da Bologna in Valsamoggia, e prima come dipendenti, poi da imprenditori, danno vita, insieme a Michele Caravita, alla società agricola biologica della Sega, a Tintoria di Castello di Serravalle.
Frutta e ortaggi biologici vengono prodotti e venduti, sia a livello locale, attraverso lo strumento della cassetta settimanale, sia a Bologna e provincia, tramite i mercati contadini e i Gruppi di Acquisto Solidale.

Ma l’intraprendenza dei ragazzi si concretizza anche in un altro affascinante progetto: il microbirrificio Fermenti Sociali, di cui sono coprotagonisti. Qui la produzione di birra, secondo diversi stili birrai, è caratterizzata dall’autoproduzione del malto d’orzo, dalla semina alla maltazione, che avviene attraverso l’uso di strumenti da loro creati o modificati per l’uso specifico.

Durante la chiacchierata, emergono riferimenti continui all’economia relazionale, che supera quella di mercato, quindi solidarietà e fiducia reciproca nel rapporto tra produttore e consumatore, che si traduce in prezzi trasparenti e giusti.
Si parla di #cambiamentoclimatico, dell’incidenza che ha nel lavoro quotidiano: eventi estremi che mettono a dura prova il lavoro di anni, condizioni climatiche che rendono le produzioni stagionali più difficili. Si parla anche del ruolo che la politica dovrebbe avere nell’offrire spazi realmente qualificati, per dare valore alle eccellenze. Si parla dell’importanza di creare reti tra produttori locali e tra produttori e consumatori, come ad esempio è l’associazione CampiAperti – Associazione per la Sovranità Alimentare, di cui fanno parte.

Qualcuno dirà: ‘Solo chiacchere?’
Beh, un piccolo, ma grande gesto, che può diventare gesto “politico” può essere l’ iniziativa di cominciare ad acquistare dai produttori di #valsamoggia. Ci sono diversi strumenti, attraverso cui possiamo avvicinarci a loro: i mercati contadini in occasione dei mercati delle municipalità, i GAS, le cassette settimanali, ecc. Ci faremmo così promotori di un sacco di valori positivi per il nostro territorio e per il pianeta: il consumo di prodotti a km 0, stagionali, meno inquinamento da trasporto e da fertilizzanti chimici ecc. Sarebbe poi il modo di dare una mano ai nostri produttori, capaci a loro volta di donarci i prodotti eccellenti del nostro territorio.

Di seguito alcuni scatti che riprendono Simone e Giulia e il loro microbirrificio.

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